Serbia: il presidente Vucic ritira le restrizioni dopo che il popolo ha assaltato il parlamento.

E' accaduto pochi mesi fa e questo dimostra come il popolo possa imporre al proprio governo la strada da seguire...

Alla fine il popolo serbo ha vinto e si tratta, a ben vedere, della prima vittoria di un popolo che, ribellatosi alle misure imposte dal sistema della Dittatura Sanitaria Mondiale, si è ripreso quella libertà che un oscuro gruppo di tecnocrati pagati
dalle multinazionali voleva sottrarre loro. Cosa è successo di preciso? Pochi giorni fa il presidente della Serbia, Vucic, aveva annunciato il varo di nuove misure restrittive e un altro lockdown a seguito dell'aumento dei casi dei contagi.

La gente non ha chinato la testa. Ora basta - hanno gridato - e si sono precipitati sotto il palazzo del Parlamento a Belgrado, prendendolo letteralmente d'assalto. Alcune centinaia di persone sarebbero riuscite perfino ad entrare negli uffici presidenziali. Una rivoluzione in piena regola. Sono dovuti intervenire reparti speciali e la promessa che il presidente ci avrebbe ripensato per calmare gli animi. Oggi è arrivata la conferma. Vucic ha annunciato il ritiro della proposta delle misure emergenziali. Il popolo serbo ha vinto e si è ripreso la libertà.



A tutti, infatti, era parso subito esagerato che per qualche decina di nuovi casi, tutti asintomatici e nessuno ospedalizzato, si volessero limitare le libertà costituzionali. La gente ha percepito che quello di Vucic era un colpo di stato per imporre una dittatura. Intanto, in altre parti del Paese si combatte ancora. Nuovi scontri sono stati segnalati a Novi Sad.

I media italiani non stanno seguendo queste vicende per evitare fenomeni emulativi. Proprio stamani Conte ha annunciato la sua volontà di estendere lo stato di emergenza di altri sei mesi. La richiesta, ha spiegato, è partito dal comitato tecnico scientifico, gli stessi pseudo scienziati che il 28 aprile, due giorni prima della fine del lockdown, affermavano che se tutto fosse stato riaperto, ci sarebbero state 150.000 persone in terapia intensiva per metà giugno. Uno scenario inverosimile delirante, lo stesso che Conte continua a seguire ciecamente.


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